ACCOUNT  CARRELLO  ACQUISTA  
  HOME PAGE » CATALOGO » LIBRI » Materiali: Storia e Tecnologia » Alinea Marco Cavallini, Claudio Chimenti ACCOUNT  |  CARRELLO  |  ACQUISTA   
Categorie
ANTINFORTUNISTICA
COMPUTER - POCKET PC->
GADGET e CANCELLERIA
LIBRI->
  Allestimenti & Museografia
  Ambiente Società & Territorio
  Appalti - Lavori Pubblici
  Architetti & Architettura
  Architettura Etnica & Regionale->
  Architettura Giardini e Paesaggi
  Architettura Rurale
  Arredamento & Interior Design
  Beni Culturali ed Architettonici
  BioArchitettura - BioEdilizia
  CAD Computer Aided Design
  Casa - Immobiliare - Condominio
  Castelli Chiese Palazzi Ville et
  Catasto - Topografia - Estimo
  Consulenze Tecniche - Perizie
  Contabilità Capitolati Prezzari
  Critica Saggistica & Documenti
  Disegno Rilievo Rappresentazione
  Dizionari e Glossari
  Edilizia: Gestione e Management
  Edilizia: Procedure e Formulari
  Energia e Risorse Sostenibili
  Fisica Tecnica ed Impianti
  Formazione
  Geologia - Geotecnica
  Gestione e Direzione Lavori
  Impiantistica Generale-Domotica
  Manuali Codici & Prontuari
  Manutenzione & Ristrutturazione
  Materiali: Storia e Tecnologia
  Prevenzione Incendi
  Progettazione Tecnica
  Qualità e Certificazioni
  Restauro Recupero Conservazione
  Restauro: Interventi ed Esempi
  Scienza e Tecnica Costruzioni
  Sicurezza Lavoro D.Lgs. 81/08
  Sismica
  Storia dell'Architettura
  Storia Moderna e Contemporanea
  Tecnologia Tecniche Costruttive
  Temi & Tipologie Architettoniche
  Università
  Normative Leggi e Decreti
  Urbanistica Città e Territorio
MISURATORI DISTANZIOMETRI->
OPERE MULTIMEDIALI
RIVISTE->
STRUMENTI PER IL CANTIERE->
STRUMENTI PER LA DIAGNOSI
STRUMENTI PER LA MISURAZIONE
STRUMENTI TOPOGRAFICI->
SOFTWARE TECNICO PROFESSIONALE->
PROMOZIONI & OFFERTE
Produttori
Novità Altro
Green life: costruire città sostenibili
Green life: costruire città sostenibili
€50.00
Informazioni
Chi siamo
Condizioni Generali
Privacy
Modalità di pagamento
Contattaci
Cerca con google
 
Web www.ebshop.it


Pietre e marmi artificiali
[Alinea Marco Cavallini, Claudio Chimenti]
€26.00 €22.10

 La pietra artificiale - Imitazione della pietra con malte di calce aerea - Realizzazione di pietre artificiali con malte di cemento - Materiali e colori - Catalogazione dei rilevati plastico-architettonici - Attrezzatura generica strumenti accessori - Attrezzi specifici per la formatura in opera - Tecnologia esecutiva per la realizzazione dei rilevati plastici in opera - Le finiture di superficie - Riepilogo operativo - Tecniche di formatura per la realizzazione di elementi architettonici fuori opera - Ricettario cromatico per la pietra artificiale - Suggerimenti per la coloritura di tinteggi a calce - Cenni metodologici sul restauro e la conservazione - Schema riassuntivo - -schema generale sull'uso della calce aerea per la formatura di rilevati plastico-architettonici - -schema generale sull'uso del cemento per la realizzazione di rilevati in pietra artificiale - Il marmo artificiale - Procedimenti per la lavorazione dei marmi artificiali e della tarsia a colori in serie

Dal Rinascimento ad oggi, gli architetti hanno provato ad impiegare materiali artificiali per garantire alle loro opere una maggiore durata. Tra gli altri Bramante, Palladio, e Bernini, che tentarono di imitare la pietra naturale con impasti di calce. Un tempo, il termine pietra artefatta era di uso comune per indicare i blocchi di calcestruzzo adoperati non solo nei lavori marittimi, o di regimentazione dei fiumi, ma anche nell'edilizia, Il Cavalieri San Bertolo ha ricordato come, nella prima metà dell'Ottocento, fosse costume nella padana Alessandria di valersi di pietre artificiali "invece della pietra da taglio, specialmente per la costruzione delle parti angolari delle muraglie nelle fabbriche civili".
L'uso della pietra artificiale in architettura si diffuse, comunque, allo scadere dell'Ottocento, contemporaneamente al più vasto impiego del cemento e, nei primissimi anni di questo secolo, a Firenze, ha avuto felici applicazioni nel campo del restauro monumentale. Lo ha testimoniato Guido Carocci in un suo articolo apparso su "La Nazione" di sabato 23 settembre 1911 dove l'anziano ispettore dell'Ufficio Regionale per la conservazione dei monumenti della Toscana ricordava "la perfetta riuscita della moderna invenzione" utilizzata per le bellissime metope del palazzo Grifoni in Via dei Servi e Piazza SS. Annunziata", le quali "anziché di pietra vennero all'epoca non recente del restauro, rifatte di pietra artificiale", così come le zoccolature del palazzo Corsi, in Via Tornabuoni, dell'ex convento degli Scolopi in Via Martelli, e della Biblioteca Marucelliana.
Tra gli operatori che fecero largo uso del nuovo materiale, sempre a Firenze, fu l'architetto Luigi Caldini il quale, in una lettera del 17 ottobre 1933 indirizzata al comm. Lenzi, direttore dell'ufficio Belle Arti del Comune di Firenze, chiese di rivestire con pietra artificiale il nuovo campanile di San Giuseppe. Il Caldini colse l'occasione per sottolineare la bontà di "un industria che per primo nel 1902" aveva "iniziato in Italia". A distanza di 26 anni, poteva vantare come "il pilastro a bozze di arenaria bigia del palazzo Niccolini, angolo Via Servi-Piazza del Duomo" era stato da lui "ricostruito sulla vecchia pietra nel 1907", e come questo si mantenesse "ancora perfettamente senza alcuna alterazione di colore in confronto della pietra naturale che esiste per alcune bozze nella parte inferiore". Nella stessa occasione, il Caldini fu costretto a notare che "la contrarietà verso la pietra artificiale è stata determinata dalla cattiva esecuzione da parte di alcune ditte, che adoperano cattivo materiale e non conoscono le formule dell'impasto. E purtroppo anche adesso si vede adoperare nel centro di Firenze, in restauri di antichi palazzi della pietra artificiale che non è che del cemento colorito e mal patinato".
A distanza di più di mezzo secolo dagli episodi ricordati dal Carocci e dal Caldini, non si può che rimpiangere la perdita di tal i esperienze. Le ragioni che hanno portato all'abbandono di quella lavorazione sono diverse, e vanno dall'affermazione di nuovi sistemi costruttivi e decorativi, all'odierna cultura del restauro e delle sue finalità, ma sono dovute anche alla dispersione di ogni memoria sull'impiego della pietra artificiale. Infatti la frammentazione delle botteghe artigianali, e l'aver mantenute segrete le "ricette" da parte dei singoli manifattori, ha contribuito non poco a fare dimenticare un'importante conquista tecnica. Basterebbe pensare che, fino ad oggi, non era mai stato disponibile un trattato organico sulla lavorazione e sulle caratteristiche della pietra artificiale.
Abbandonato il suo impiego negli anni cinquanta, si rimane sconcertati nei rileggere le modalità con cui è avvenuta la ricostruzione postbellica, e nel considerare come il dibattito culturale a favore dei beni ambientali e architettonici, in quegli anni, non abbia prodotto una coscienza critica capace di moderare, se non indirizzare, la politica economica e culturale del nostro paese. Anche i documenti elaborati da Italia Nostra nei primi dieci anni di vita della benemerita associazione, dal 1955 al 1965, non sono stati altro che denuncie di misfatti sulle opere d'arte, senza mai arrivare ad essere proposte operative capaci di arrestare il degrado e la perdita dei nostri beni culturali.
Forse, troppo tardi, è spettato a noi quel compito, quando tutto faceva temere la perdita definitiva di ogni tradizione legata all'artigianato. Fortunatamente, in questi ultimi anni, sono stati attivati corsi di formazione professionale che hanno corrisposto più di ogni altro proposito al recupero dei vecchi mestieri, e che hanno messo in luce il valore dell'esperienza negli operatori del passato. Grazie ai sostegni messi a disposizione dalla Comunità Europea, e ripartiti in sede locale dalle Regioni e dalle Province, è stato possibile ad alcune associazioni quali l'ECIPA (Ente Confederale Istruzione Professionale Artigianato), di farsi promotrici della formazione di giovani qualificati nel restauro e nel recupero dei nostri centri storici.
Nello stesso tempo, altre istituzioni come la Scuola Professionale Edile, fondata a Firenze nel 1962, dopo un primo periodo volto a formare capaci maestranze nella lavorazione del cemento armato ed edotte delle nuove tecniche costruttive, ha rivisto il programma dei suoi corsi, e si è indirizzata al restauro dell'architettura. Lo testimoniano i lavori al Casone di Sorgano e alla Locanda di Pratolino, che costituiscono la più tangibile testimonianza di come si possa operare bene anche nella didattica del restauro, sia col proporre agli allievi le tecniche più aggiornate e sofisticate della conservazione, che nel fare apprendere le lavorazioni del passato.
Ecco dunque, e finalmente, dei dati positivi che lasciano bene sperare per il futuro dei nostri beni architettonici, assieme ad un volume sulla pietra artificiale rivolto a chi si occupa dell'architettura e del suo restauro, sia come progettista e direttore dei lavori, che come esecutore delle opere. Un volume che è mancato agli inizi del secolo, e che incredibilmente viene redatto ai nostri giorni grazie alla tenacia e all'amore per il loro lavoro da Marco Cavallini e Claudio Chimenti. Due amici che da tempo si sono occupati del recupero e della valorizzazione delle vecchie tradizioni artigiane nel campo del colore, delle malte, della pietra artificiale, delle decorazioni architettoniche. Dalle loro prime esperienze didattiche quali responsabili di un seminario tenuto presso la Facoltà di Architettura, sono passati alla direzione di corsi di formazione professionale e, per il Cavallini, si è aperto l'insegnamento presso l'istituto d'Arte di Porta Romana e la Scuola Professionale Edile di Firenze.
Raccogliendo i frutti della loro esperienza più che decennale, meritatamente, i due amici si sono proposti di restituirla ad un pubblico più vasto di quello delle aule scolastiche. Alla loro ricerca e alla loro pazienza, con gratitudine dobbiamo il testo presente, il quale, oltre a colmare un'incredibile lacuna nei nostro sapere, si propone come una lettura qualificata e stimolante nel campo più delicato dell'architettura, quello del restauro.

Titolo: Pietre e marmi artificiali
Sottotitolo: Manuale per la realizzazione e il restauro delle decorazioni plastico-architettoniche di esterni e interni
Autori e Curatori:  Marco Cavallini, Claudio Chimenti
Edizione: 2000
Pagine: 184 - ill.ni b&n e colore

Prezzo Copertina: € 26.00
Prezzo EBSHOP.IT: € 22.10

Questo prodotto è stato aggiunto al nostro catalogo il giorno giovedì 08 giugno, 2006.

Recensioni
Ricerca veloce
 
Usa parole chiave per trovare il prodotto
Ricerca avanzata
Area Utenti
Indirizzo E-mail:


Password:
(Password dimenticata?)



Sei un nuovo cliente?
Crea un account
Carrello spesa Altro
0 prodotti ...è vuoto
Info sul produttore
ALINEA EDITRICE Homepage
Altri prodotti
Comunicazioni Altro
ComunicazioniComunica gli aggiornamenti inerenti Pietre e marmi artificiali
Dillo ad un amico
 
Invia questa pagina ad un amico.
Recensioni Altro
Scrivi una recensioneScrivi una recensione su questo prodotto!
Lingue
Italiano
Valute
Engineering Book SHOP Copyright © 2006 www.edilbase.com EBSHOP.IT P.IVA 05283281219
Tel. 0815129142 Fax 0818239296 Mobile 3351234398
EBSHOP.IT commercializza e distribuisce direttamente i prodotti del proprio catalago

Scambio Link: Testo Unico Sicurezza D. Lgs. n.81 VETRINA TECNICA EDITORIA PROFESSIONALE